Quando svolgere attività fisica?

– traduzione a cura della Dott.ssa Emilia Solinas –
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Albalak G et al. “Setting your clock: associations between timing of objective physical activity and cardiovascular disease risk in the general population.” Eur J Prev Cardiol 2022

L’attività fisica mattutina è associata alla maggiore riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e ictus rispetto a quella eseguita al pomeriggio.

Secondo un’analisi condotta da ricercatori olandesi, gli individui con livelli più elevati di attività fisica mattutina hanno il rischio più basso di incorrere in malattie cardiovascolari e ictus rispetto a coloro che si esercitano a mezzogiorno.

Le malattie cardiovascolari (CVD) sono la principale causa di mortalità a livello globale, con una stima di 17,9 milioni di vite perse ogni anno. Un fattore modificabile legato alle CVD è l’attività fisica (PA) e i dati suggeriscono che la PA non solo è associata ad una riduzione del rischio di CVD, ma anche ad un miglioramento della salute mentale, svolge attività anti-infiammatoria e potenzia le difese immunitarie.

E’ stato dimostrato come i maggiori benefici si riscontrino in coloro che svolgono elevati livelli di attività in generale e inoltre le evidenze emergenti suggeriscono che anche il momento in cui si svolge l’attività fisica può essere un fattore importante. Per esempio, in uno studio condotto su oltre 7.000 donne, i ricercatori hanno scoperto che le donne meno attive durante le ore del mattino possono essere a maggior rischio di obesità.

Per cercare di capire meglio l’impatto della tempistica dell’attività fisica sul rischio di CVD i ricercatori olandesi hanno raccolto i dati sull’attività fisica dei partecipanti alla UK-Biobank per un periodo di 7 giorni. Il team ha poi utilizzato questi dati per creare quattro diversi cluster di attività fisica: il cluster 1 rappresentava il modello medio tra la popolazione totale della biobanca, con un picco intorno a mezzogiorno; il cluster 2 era costituito da coloro che avevano un picco al mattino presto; il cluster 3 da quelli che avevano un picco in tarda mattinata e il cluster 4 da quelli che avevano un picco serale.

Gli autori hanno concluso che l’attività fisica mattutina era associata ad un rischio inferiore di malattie cardiovascolari incidenti e hanno evidenziato la potenziale importanza della cronoattività nella prevenzione delle CVD.

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