Meditazione e Diabete di tipo 2: è tempo di prescriverla al posto dei farmaci?

– traduzione a cura della Dott.ssa Emilia Solinas –
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Fatimata SanogoKeren XuVictoria K. CortessisMarc J. Weigensberg, and Richard M. Watanabe

 

Una metanalisi pubblicata di recente suggerisce che l’utilizzo di pratiche mente-corpo nelle persone affette da diabete di tipo 2 può contribuire a migliorare significativamente il controllo glicemico con una riduzione media dell’A1c dello 0,84%, che è simile o migliore di quella ottenuta con molti farmaci per la gestione del diabete.

Quale è il meccanismo con cui queste pratiche agirebbero?

È noto come lo stress cronico può peggiorare il controllo glicemico. E’ stato infatti ampiamente dimostrato in letteratura come la risposta fisiologica allo stress cronico secondario sia a fattori psico-sociali come ad esempio il  basso livello socioeconomico, che a gravi malattie mentali aumenti il rischio di una nuova diagnosi di diabete di tipo 2. Non solo, lo stress può anche portare ad un peggioramento del controllo glicemico in terapia nelle persone già affette da diabete.

Ciò avviene perché il rilascio cronico degli ormoni dello stress come il cortisolo, l’epinefrina, la noradrenalina e l’ormone della crescita stimolano la produzione epatica di glucosio e la lipolisi, determinando un aumento del glucosio nel sangue e quindi un aumento del rilascio di insulina. Allo stesso tempo, aumentano la resistenza all’insulina, in gran parte a causa della downregulation del trasporto del glucosio mediato da GLUT-4.

Questo significa che alleviare lo stress può portare a un miglioramento del controllo glicemico?

Una revisione sistematica e una meta-analisi hanno rilevato che gli interventi psicologici, tra cui il counseling, la terapia cognitivo-comportamentale e la terapia sistemica familiare, hanno portato a una differenza assoluta dello 0,76% nella riduzione dell’emoglobina A1c, suggerendo quindi un significativo miglioramento del controllo glicemico a lungo termine.

Ruolo della meditazione nel diabete

La pratica della meditazione è associata a una riduzione dello stress e delle emozioni negative, nonché a miglioramenti del comportamento generale legato alla salute, delle capacità di coping e dell’atteggiamento. La meditazione è stata collegata a un aumento dell’attività parasimpatica e ad una riduzione del tono vascolare simpatico, degli ormoni dello stress e dei marcatori infiammatori.

La meditazione Mindfulness si riferisce allo stato di consapevolezza che si crea prestando attenzione, di proposito, nel momento presente, senza giudizio.[1] È stato dimostrato che i programmi di riduzione dello stress basati sulla Mindfulness (MBSR) migliorano il controllo glicemico, ma la maggior parte degli studi è stata limitata da piccole dimensioni del campione, da una breve durata e dalla mancanza di gruppi di controllo.

Il rapporto di consenso 2022 dell’American Diabetes Association (ADA)/European Association for the Study of Diabetes (EASD) per la gestione del diabete di tipo 2 incoraggia comunque fortemente un approccio olistico e integrato che includa, tra le altre componenti, gli interventi psicosociali e l’analisi ed eventuale correzione dei determinanti sociali della salute, e suggerisce inoltre la pratica di attività come il tai chi e lo yoga per migliorare la flessibilità e l’equilibrio fisico e mentale.

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